Venerdì 3 luglio è in programma un’escursione alla scoperta di uno degli angoli più selvaggi e affascinanti delle Dolomiti ampezzane: l’altopiano carsico dei laghi di Fòses passando per le sorgenti del fiume Boite, con partenza da Malga Ra Stua.
Il percorso si sviluppa tra paesaggi di straordinaria varietà e bellezza: si attraversano pascoli di alta quota su substrato calcareo, vaste aree di torbiere d’alta quota e zone sorgentizie, ricche di specie rare come Potentilla palustris, Hippuris vulgaris e cariceti a Carex chordorrhiza. Si percorrono anche mughete e ghiaioni calcarei, e presso gli altopiani carsici con i caratteristici pavimenti calcarei si ha l’occasione di osservare dove trovano dimora specie endemiche come Sempervivum dolomiticum e Nigritella dolomitensis. Il percorso regala inoltre la visione di maestose peccete subalpine vetuste, con alberi di dimensioni monumentali.
L’escursione è guidata da Michele Da Pozzo, storico Direttore del Parco Regionale delle Dolomiti d’Ampezzo, accompagnato da una guida alpina, ed è organizzata dall’Orto botanico nell’ambito di un progetto di valorizzazione del patrimonio naturalistico finanziato dalla Regione del Veneto e realizzato in collaborazione con il Parco.
Informazioni sul percorso
Il percorso ad anello ha una durata di circa 5-6 ore, con un dislivello in salita di 500-600 metri. La difficoltà del sentiero è di tipo EE – Escursionisti Esperti: è quindi richiesta una buona preparazione fisica, esperienza in montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e abitudine a camminare per diverse ore su sentieri di montagna.
Il percorso inizia da Malga Ra Stua (1.695 m), raggiunta tramite il servizio di navetta da località Sant’Uberto. Dalla Malga si imbocca il sentiero tra pascoli di alta quota, fino ad arrivare alle sorgenti del Boite (circa 1.750 m). Il percorso ad anello passa per i laghi di Fòses fino ad arrivare al lago Grande (2.143 m). Il tragitto di ritorno riporta infine a Malga Ra Stua, dove si riprendono le navette verso località Sant’Uberto. Durante l’attività è prevista una pausa per il pranzo al sacco, che deve essere organizzato autonomamente dai partecipanti.













